CERTIFICATO DI CONFORMITA' IMPIANTISTICA L.37/08 - ACUSTICA AMBIENTALE

 

Dichiarazione di conformità degli impianti

Il Decreto ministeriale 37/2008, evoluzione della Legge 46/90, disciplina la realizzazione, manutenzione, e progettazione di tutti gli impianti negli edifici. La dichiarazione di conformità degli impianti è il documento rilasciato da un'impresa abilitata in seguito alla installazione o modifica di un impianto. Se la "conformità" è inesistente è possibile procedere con il DIRI (DIchiarazione di RIspondenza). Nel decreto vengono descritti gli obblighi e le sanzioni del proprietario per rogiti e lavori di ristrutturazione in assenza di tali certificati.

 

Cos'è la Dichiarazione di Conformità?

 

Al termine dei lavori, il responsabile dell'impresa che ha modificato o installato l'impianto, rilascia al committente > Il committente è la figura che commissiona un lavoro, indipendentemente dall'entità o dall'importo. Esso può essere una persona fisica nel caso di un lavoro privato, una persona giuridica nel caso di un lavoro per un'azienda, un ministero nel caso di un lavoro pubblico. Nel caso di appalto di opera pubblica, il committente è il soggetto titolare del potere decisionale e di spesa relativo alla gestione dell'appalto.

Diventa committente, anche per piccoli lavori, chi:

  • ha la necessità di costruire un fabbricato di civile abitazione o a scopo produttivo;
  • possiede un immobile da ristrutturare;
  • amministra un condominio;
  • è incaricato da una amministrazione (nella sua qualità di funzionario) in caso di opera pubblica.
  •  commissiona un programma informatico

> la dichiarazione di conformità.Questo documento è composto dalla relazione dei materiali utilizzati, dalla modulistica allegata nel decreto e dagli elaborati di progetto (se dovuti).

Nel caso in cui l' intervento modifichi un impianto esistente, il certificato è relativo alla sola parte modificata ma deve tenere conto anche della funzionalità e della sicurezza della totalità dell'impianto.

La dichiarazione di conformità è un elaborato indispensabile del certificato di agibilità che va presentato allo sportello unico dell'edilizia entro 30 giorni dalla fine dei lavori. L'ufficio comunale provvede ad inviare la documentazione relativa agli impianti alla Camera di Commercioente responsabile dei controlli.

Il certificato di conformità degli impianti:

  • E' necessario per allacciare nuove utenze (gas, luce, acqua)
  • E' necessario per ottenere il certificato di agibilità
  • Non è più necessario allegarlo al rogito (ma è opportuno specificare se l'impianto è "a norma")

 

Cos'è la Dichiarazione di Rispondenza DIRI

 

Nel caso di il cui certificato di conformità non sia più reperibile, è possibile sostituirlo con una Dichiarazione di Rispondenza detta "DIRI" solo se gli impianti sono stati realizzati prima dell'entrata in vigore del DM 37/08. La dichiarazione viene resa da un tecnico abilitato come impiantista o dal responsabile tecnico di un'impresa abilitata che esercitano da almeno 5 anni. La dichiarazione deve essere supportata da accertamenti e sopralluoghi utili a verificare la rispondenza dell'impianto alla normativa.

 

Quando un impianto si può considerare a norma?

 

Il decreto non obbliga ad adeguare gli impianti non a norma ma disciplina gli interventi su impianti esisistenti e la realizzazione di nuovi.

Per considerare un impianto a norma bisogna definire in quale epoca è stato realizzato o modificato.

Se gli impianti sono stati realizzati prima dell' entrata in vigore del DM 37/2008 (27 Marzo 2008) si considerano a norma se, quando sono stati realizzati , rispondevano alle disposizioni esistenti in quell'epoca. Se non è più reperibile l'attestato di conformità è possibile sostituirlo con la Dichiarazione di Rispondenza redatta da un impiantista abilitato con esperienza nel campo da almeno 5 anni.

In particolare un impianto elettrico realizzato prima del 13 Marzo 1990 è considerato a norma se dotato di sezionamento e protezione contro le sovracorrenti posti all' origine dell'impianto e protezione con interruttore differenziale.

 

Quali Obblighi in caso di compravendita, rogito e cessione di immobili

 

La normativa, prima della modifica effettuata con il DL 112/08, prevedeva che ,al momento del trasferimento dell' immobile, fosse obbligatorio trasferire la documentazione relativa alla conformità degli impianti (o la dichiarazione di rispondenza) e il libretto di uso e manutenzione al nuovo proprietario. Inoltre andava prevista una "clausola di garanzia" con cui il vecchio proprietario assumeva su di sè la responsabilità in merito alla funzionalità ed alla sicurezza degli impianti.

Attualmente questi obblighi (inseriti nell' articolo 13 del DM 37/08) sono stati abrogati con l'art. 35 del DL 112/08. Le disposizioni sono state valide per solo tre mesi dal 27/3/2008 al 25/6/2008.

In sede di rogito il compratore ed il venditore non sono obbligati a dichiarare la conformità o la "non conformità" degli impianti e il certificato non va obbligatoriamente allegato. Tuttavia, al fine di evitare contestazioni da parte dell'acquirente è preferibile specificare nell'atto lo stato degli impianti e la loro rispondenza alle norme.

 

Quali obblighi del committente o del proprietario dell'immobile

 

Il proprietario di un immobile (anche di un unità immobiliare) che necessita di un intervento sugli impianti ha l'obbligo di affidare l'incarico ad un' impresa abilitata ai sensi del DM 37/08 e registrata alla Camera di Commercio.

In seguito alla conclusione dei lavori, il proprietario ha la responsabilità di mantenere in efficienza l'impianto come delineato nelle istruzioni di uso e manutenzione rilasciate dall'impresa. Quest'ultima rimane comunqueresponsabile della sicurezza e funzionalità di ciò che ha installato o realizzato.

Entro 30 giorni dall'allaccio di acqua, gas o luce il proprietario deve fornire all'ente distributore copia della dichiarazione di conformità o della dichiarazione di rispondenza.

L'obbligo è valido anche in caso di modifica della portata termica del gas o della potenza elettrica (6 kw in caso di immobili con destinazione residenziale). In caso di mancato invio, l'ente distributore sospende la fornitura.

 

Vediamo la Progettazione degli impianti

 

L' art. 5 disciplina la progettazione degli impianti definendo come progettista "un professionista iscritto negli albi professionali secondo le specifica competenza". Il progetto va presentato allo sportello unico dell'edilizia e deve essere realizzato secondo la "regola dell'arte" ed in conformità alle normative CEIUNI od altri enti di normalizzazione .Il progetto deve contenere almeno una relazione tecnica, dei disegni planimetrici e gli schemi dell'impianto.

Il progetto va eseguito principalmente nei seguenti casi:

  • Impianti elettrici in unità immobiliari residenziali se superiori a 400mq
  • Impianti elettrici in unità immobiliari residenziali con potenza maggiore di  6 kw
  • Impianti elettrici in unità immobiliari adibite a commercio, attività produttive o terziario se alimentate con tensione maggiore di 1000V
  • Impianti elettrici in unità immobiliari adibite a commercio, attività produttive o terziario con potenza maggiore di 6kw
  • Impianti elettrici in unità immobiliari adibite a commercio, attività produttive o terziario con superficie maggiore di 200mq
  • Ambienti soggetti a normativa CEI o in locali adibiti ad uso medico
  • Impianti di climatizzazione aventi canne collettive ramificate
  • Impianti di climatizzazione aventi una potenzialità frigorifera di 40.000 frigorie/ora
  • Impianti del gas aventi canne collettive ramificate
  • Impianti del gas aventi portata termica  superiore  a  50  kw
  • Impianti antincendio se inseriti in un'attività che richiede il CPI Certificato Prevenzione Incendi

Gli impianti elettrici realizzati prima dell'entrata in vigore della Legge 46/90 (13 marzo 1990) si considerano adeguati se:

  • dotati di   sezionamento   e   protezione   contro  le  sovracorrenti  posti all'origine  dell'impianto
  • dotati di protezione contro i contatti diretti
  • dotati di  protezione   contro   i  contatti  indiretti  o  protezione  con interruttore differenziale

 

Cosa dice il Decreto ministeriale 37/2008

 

FINALITA'
Il DM 37/08 persegue l'incolumità pubblica e la sicurezza delle persone in particolare per evitare incidenti domestici. Il regolamento abroga alcune leggi e parte della Legge 46/90 che fino al 2008 è stata la base normativa per laprogettazione e l'installazione degli impianti attuando le direttive europee in materia. Il decreto si applica agli impianti che servono gli edifici indipendentemente dalla destinazione d'uso.

AMBITO DI APPLICAZIONE
Il decreto 37/08 non disciplina gli impianti che sono interessati da specifica normativa europea e, nel caso di reti di distribuzione, si applica a partire dal punto di consegna della fornitura. La classificazione degli impianti è la seguente:

  • energia elettrica
  • radiotelevisivo
  • climatizzazione e ventilazione
  • idrico-sanitario
  • gas
  • sollevamento (ascensori, montacarichi, etc)
  • antincendio

 

COSA SONO LE IMPRESE ABILITATE (art. 3)


Sono coloro che possono intervenire, modificare o installare gli impianti. Per ottenere l'abilitazione è necessario essere iscritti nel registro delle imprese o nell’albo delle imprese artigiane ed essere in possesso dei requisiti tecnico-professionali. L'importanza dell' iscrizione è dovuta al fatto che colui che commissiona l'intervento sull'impianto è direttamente responsabile della scelta dell'impresa.

Per ottenere l'abilitazione ed il relativo "certificato di riconoscimento" è necessario che il responsabile tecnico o l'imprenditore individuale possegga specifici requisiti tecnico professionali (art. 4) che consistono in studi specifici o in esperienza pluriennale nel settore.

 

Quali Sanzioni applicate

 

Le sanzioni del Decreto 37/08 sono applicate principalmente dalla Camera di Commercio che ha anche la funzione di annotare le inadempienze delle imprese installatrici e provvedere alla loro sospensione nel caso si verifichino per tre volte. Anche i progettisti ed i collaudatori possono essere soggetti a provvedimenti disciplinatori da parte degli Ordini di appartenenza in caso di violazione delle norme. 

 

Al fine di ottenere il certificato di agibilità puoi contattarci e verificare la correttezza e validità della dichiarazione di conformità . degli imop  de

 

Geom. Bellone Rosario

 

ACUSTICA AMBIENTALE - PREVISIONE E VALUTAZIONE D'IMPATTO ACUSTICO

L'acustica (dal greco ἀκούειν, "udire") è quella branca della fisica che studia il suono, le sue cause - le onde di pressione -, la sua propagazione e la sua ricezione. In un'accezione più generale, l'acustica comprende anche lo studio degli infrasuoni e degli ultrasuoni, che non sono percepibili dall'uomo attraverso l'udito, ma si comportano - da un punto di vista fisico - nello stesso modo. Più in generale, si intende talvolta con acustica lo studio delle vibrazioni meccaniche nei mezzi materiali. 

FONTE WIKIPEDIA

Di fatto questa relazione previsionale di impatto viene richiesta per il rilascio della concessione edilizia di nuovi impianti e infrastrutture produttive, sportive e ricreative e per postazioni di servizi commerciali polifunzionali.
Viene chiesta anche al momento delle domande di licenza o di autorizzazione all’esercizio di attività produttive e ricreative o al momento del cambio di gestore o all'ampliamento delle stesse. E' un documento ufficiale che tutela tutte le figure in gioco (il titolare dell'attività, il comune e i vicini dell'attività stessa). 

L'analisi previsionale di impatto acustico viene richiesta in base all’articolo 8 della legge quadro sull’inquinamento acustico n.447/95, la relazione conclude uno studio che analizzi e preveda l’effetto del suono generato da un’attività o infrastruttura sul territorio circostante.
Molte regioni hanno dato specifiche supplettive sull'argomento: la Lombardia per esempio le ha specificate nella legge regionale n.10 del 10 agosto 2001 con specifiche nel dgr 8313 dell'8 marzo 2002. La legge quadro nazionale comunque specifica che il Comune eserciti le funzioni amministrative relative al controllo sull'osservanza delle disposizioni contro l'inquinamento acustico, di fatto obbliga i Comuni a verificare che tutte le attività potenziali fonte di rumore abbiano una relazione tecnica di impatto acustico ambientale (VIAA) e che la perizia contenga quanto richiesto dalle leggi vigenti in materia: DM 16/03/98 Allegati B e D, ecc.

Cos'è lo studio previsionale di clima acustico?

La valutazione previsionale di clima acustico viene richiesta in base all’articolo 8 della legge quadro sull’inquinamento acustico n.447/95, la relazione conclude uno studio con misure fonometriche che analizzi il clima,ovvero'fotografi' la situazione del livello sonoro esistente in un’area specifica e faccia una serie di verifiche tecniche. Molte regioni hanno dato specifiche suppletive sull'argomento: la Lombardia per esempio le ha specificate nella legge regionale n.10 del 10 agosto 2001 con specifiche nel dgr VII/8313dell'8 marzo2002. Di fatto questo studio previsionale impone di controllare che il clima della zona non sia acusticamente inquinato, viene richiesto dai comuni per il rilascio della concessione edilizia di: scuole e asili nido,ospedali,case di cura e di riposo,parchi pubblici urbani ed extra urbani e nuovi insediamenti residenziali prossimi a opere potenzialmente inquinanti (p.e.strade, fabbriche-le opere e costruzioni per cui viene richiesto lo studio previsionale di impatto acustico)

Si ricorda che le opere acusticamente inquinanti sono: 'aeroporti e simili,strade di tipo A (autostrade), B (strade extraurbane principali), C (strade extraurbane secondarie), D (strade urbane di scorrimento), E(strade urbane di quartiere) e F(strade locali), discoteche,circoli privati e pubblici esercizi ove sono installati macchinari o impianti rumorosi, impianti sportivi e ricreativi, ferrovie ed altri sistemi di trasporto collettivo su rotaia'.

Lo studio di clima acustico deve essere eseguito da un tecnico competente in acustica ambientale riconosciuto da una Regione Italiana.

Nel caso di spazi per la musica professionali si possono effettuare delle verifiche ulteri sul clima acustico che vanno oltre quanto richiesto dalla legge: queste sono importanti nella valutazione di una nuova location, per capire la qualità di sale già esistenti, fare valutazioni su ampliamenti o l'aggiunta di nuove iniziative e attività,etc.

 

 

RISPOSTE A QUESITI ACUSTICI - LAMBDA TRASMITTANZA

Acustica

Sì. Il DPCM 5-12-1997, non è stato abrogato dalle leggi comunitarie e resta in vigore.

Le Leggi Comunitarie indicano solo che il DPCM 5-12-1997 non trova applicazione nei rapporti tra privati. Niente viene specificato in merito ai rapporti tra costruttori e Pubblica Amministrazione. I Comuni quindi devono richiedere la certificazione del rispetto dei limiti di legge al titolare del permesso di costruire. Si evidenzia che se il Comune non farà tale richiesta, con molta probabilità gli acquirenti di immobili che riscontreranno difformità nell’isolamento dai rumori nei propri appartamenti cercheranno di rivalersi sull’ente pubblico.

Si suggerisce particolare cautela ai “tecnici abilitati” che dovranno asseverare i lavori a regola d’arte. Si sconsiglia una asseverazione priva di misure fonometriche.

Le Leggi comunitarie 2008 (Legge 7 luglio 2009 n. 88) e 2009 (Legge 4 giugno 2010, n. 96) sono provvedimenti che hanno indicato la necessità di riscrivere l’attuale legislazione italiana inerente l’acustica per uniformarsi alle indicazioni della direttiva comunitaria 2002/49/CE.

La Legge Comunitaria 2009 specifica che, in attesa dell’emanazione di un nuovo decreto sui requisiti acustici passivi, le indicazioni del DPCM 5-12-1997 non trovano applicazione nei rapporti tra privati e, in particolare, nei rapporti tra costruttori-venditori e acquirenti di alloggi, fermi restando gli effetti derivanti da pronunce giudiziali passate in giudicato e la corretta esecuzione dei lavori a regola d’arte asseverata da un tecnico abilitato.

A luglio 2010 è stata emanata la norma tecnica UNI 11367. Questo documento definisce una procedura per classificare acusticamente le unità immobiliari sulla base di misure fonometriche eseguite a fine lavori. Ogni appartamento viene caratterizzato con 5 classi acustiche, una per ogni tipologia di rumore (rumori aerei, calpestio, isolamento di facciata, rumori da impianti a funzionamento continuo e discontinuo). Dalle 5 classi è possibile ricavare un’unica classe acustica globale.

No. Attualmente (Dicembre 2011) la norma tecnica UNI 11367 non è richiamata in alcun documento legislativo. Pertanto l’applicazione delle classi acustiche è volontaria. Il rispetto di una specifica classe acustica diventa obbligatorio per chi realizza l’immobile solo se riportato all’interno del contratto tra privati.

I Comuni possono richiedere ai professionisti e alle imprese di costruzione 3 differenti tipi di relazioni sul tema dell’acustica. Valutazioni di impatto acustico, valutazioni di clima acustico, valutazioni dei requisiti acustici passivi degli edifici. Ogni relazione ha un significato ben preciso, spiegato nelle FAQ seguenti.

Una verifica dei requisiti acustici passivi consiste nel determinare se un edificio di nuova costruzione rispetta specifici valori limite di isolamento dai rumori. In particolare attualmente in Italia sono in vigore i limiti definiti nel DPCM 5-12-1997 “Determinazione dei requisiti acustici passivi degli edifici”. Il Decreto definisce le prestazioni che devono possedere gli edifici in merito a:

·Isolamento dai rumori aerei tra differenti unità immobiliari

·Isolamento dai rumori esterni

·Isolamento dai rumori di calpestio

·Isolamento dai rumori di impianti a funzionamento continuo

·Isolamento dai rumori di impianti a funzionamento discontinuo.

I requisiti acustici passivi possono essere calcolati analiticamente e/o misurati in opera. Si evidenzia però che i limiti indicati nel DPCM sono riferiti alle strutture in opera e all’edificio ultimato. Pertanto la sola relazione di calcolo previsionale non può di fatto garantire il rispetto dei limiti definiti dal Decreto.

Non vi sono prescrizioni legislative nazionali inerenti cosa debba essere riportato in una relazione di calcolo previsionale di requisiti acustici passivi. Come indicazioni di carattere generale ANIT propone di inserire sempre nella relazione:

·una accurata descrizione dell’edificio e dei sistemi costruttivi adottati

·i modelli di calcolo previsionale utilizzati e i risultati dei calcoli

·tutte le indicazioni di corretta posa in opera di materiali e sistemi costruttivi

·indicazioni inerenti quali fasi del processo edilizio dovranno essere verificate in cantiere.

La tabella che segue riporta i limiti da rispettare suddivisi per categorie di edifici:

Categorie di edifici

Parametri [dB]

R’w

D2m,nT,w

L’nw

LASmax

LAeq

Ospedali, cliniche, case di cura e assimilabili

55

45

58

35

25

Residenze, alberghi, pensioni o attività assimilabili

50

40

63

35

35

Attività scolastiche a tutti i livelli e assimilabili

50

48

58

35

25

Uffici, attività ricreative o di culto, attività commerciali o assimilabili

50

42

55

35

35

Secondo quanto indicato in un documento emanato dal Ministero dell’Ambiente il 28 maggio 1998 (cfr. sezione Leggi del sito ANIT) qualsiasi “progettista edile” può redigere le relazioni di calcolo previsionale dei requisiti acustici passivi. Si raccomanda però di verificare eventuali indicazioni riportate in Leggi Regionali o Regolamenti Edilizi comunali (ad esempio nelle Marche la DGR 809 del 2006 indica che i progetti devono essere redatti da tecnici competenti in acustica ambientale).

Le misure in opera devono invece essere eseguite da un tecnici competenti in acustica ambientale.

Le verifiche di clima acustico hanno lo scopo di valutare quanto è la rumorosità presente in un’area prima di realizzare una nuova opera. Servono quindi per valutare se l’area è compatibile con la nuova costruzione e prevedere eventuali opere di mitigazione dei rumori.

Secondo l’art. 8 comma 3 della L. 447 del 1995, bisogna redigere una valutazione previsionale di clima acustico per le aree interessate alla realizzazione di:

·scuole e asili nido;

·ospedali;

·case di cura e di riposo;

·parchi pubblici urbani ed extraurbani;

·nuovi insediamenti residenziali prossimi alle opere che richiedono valutazione di impatto acustico.

Le relazioni di clima acustico devono essere redatte seguendo le indicazioni riportate nelle Leggi e Delibere regionali (ad es. per la Lombardia D.G.R. 8313 del 2002).

Le relazioni di clima acustico devono essere redatte da tecnici competenti in acustica ambientale.

Le valutazioni di impatto acustico consistono in sostanza nel prevedere quanto rumore potrà generare una nuova opera e se tale rumore potrà disturbare eventuali recettori sensibili, superando specifici limiti di legge. I limiti di rumore da rispettare sono definiti nei decreti attuativi della L. 447 del 1995.

Secondo la Legge quadro 447 del 1995 devono essere sottoposte a valutazione di impatto acustico (art. 8):

·aeroporti, aviosuperfici, eliporti;

·strade di tipo A (autostrade), B (strade extraurbane principali), C (strade extraurbane secondarie), D (strade urbane di scorrimento), E (strade urbane di quartiere) e F (strade locali)

·discoteche;

·circoli privati e pubblici esercizi ove sono installati macchinari o impianti rumorosi;

·impianti sportivi e ricreativi;

·ferrovie ed altri sistemi di trasporto collettivo su rotaia.

Le opere devono essere sottoposte a valutazione sia che vengano realizzate ex-novo, sia che vengano modificate o potenziate.

Inoltre devono contenere una documentazione di previsione di impatto acustico:

·le domande per il rilascio di concessioni edilizie relative a nuovi impianti ed infrastrutture adibiti ad attività produttive, sportive e ricreative e a postazioni di servizi commerciali polifunzionali, dei provvedimenti comunali che abilitano alla utilizzazione dei medesimi immobili ed infrastrutture

·le domande di licenza o di autorizzazione all'esercizio di attività produttive

Le relazioni di impatto acustico devono essere redatte seguendo le indicazioni riportate nelle Leggi e Delibere regionali (ad es. per la Lombardia D.G.R. 8313 del 2002).

Le relazioni di impatto acustico devono essere redatte da tecnici competenti in acustica ambientale.

Il tecnico competente in acustica ambientale, secondo la Legge 447 del 1995 Legge quadro sull’inquinamento acustico (art. 2, comma 6), è “la figura professionale idonea ad effettuare le misurazioni, verificare l'ottemperanza ai valori definiti dalle vigenti norme, redigere i piani di risanamento acustico, svolgere le relative attività di controllo”.

È necessario presentare una apposita domanda all'assessorato regionale competente in materia ambientale corredata da documentazione comprovante l'aver svolto attività, in modo non occasionale, nel campo dell'acustica ambientale da almeno quattro anni per i diplomati e da almeno due anni per i laureati o per i titolari di diploma universitario.

Le singole Regioni hanno legiferato in maniera differente in merito alle modalità di presentazione delle domande ed alle valutazioni delle stesse. Tutte le informazioni in merito possono essere reperite consultando i siti internet delle Regioni.
Nella maggioranza dei casi si tratta di presentare all’ufficio predisposto un elenco dei lavori svolti, negli anni precedenti, in affiancamento a un tecnico competente. Ad ogni tipologia di lavoro è associato un punteggio e la somma dei punti deve superare, per ogni anno, un certo valore minimo. In alcune Regioni l’aver partecipato a determinate tipologie di corsi di formazione in acustica contribuisce al raggiungimento del punteggio minimo.

Sì. Il DPCM 31-03-1998 riporta che “la domanda deve essere presentata all'assessorato preposto all'ambiente della regione di residenza” e che “la regione equipara il riconoscimento effettuato da altre regioni e permette, sul proprio territorio, l'esercizio dell'attività di tecnico competente ai possessori dei relativi attestati”.

 

Il λ è la conducibilità termica di un materiale. Si misura in W/mK. Esprime l’attitudine di un materiale omogeneo a trasmettere il calore.

Per i materiali in regime di marcatura CE il valore di λ da utilizzare è quello dichiarato, eventualmente corretto per particolari condizioni d’opera (temperatura e umidità) con il metodo prescritto nella norma UNI EN ISO 10456. Il software Pan 5.0.1 consente di calcolare il lambda di progetto in funzione della temperatura di progetto del materiale che può essere maggiore o minore del valore di test pari a 10°C.

No. I valori di maggiorazione m possono essere applicati solo ai valori di λ contenuti nella UNI 10351. Per correggere per condizioni d’opera particolari per temperatura e umidità i valori di λ dichiarato si utilizza la norma UNI EN ISO 10456.

I valori generici di λ contenuti nella norma UNI 10351 possono essere utilizzati in due casi:

  • Fasi di progetto preliminare o di calcolo di massima
  • Materiali già in opera di cui non si conoscono le caratteristiche

 

FONTE ANIT