RISPARMIO ENERGETICO: RISPARMIARE ENERGIA SI PUO'! RIQUALIFICARE!

TUTTI GLI ACCORGIMENTI PER RISPARMIARE ENERGIA E AVERE UNO STILE DI VITA SOSTENIBILE PIU’ ATTENTO ALL’AMBIENTE

Ogni anno in Italia per riscaldare le abitazioni, si bruciano quasi 15 miliardi di metri cubi di gas, più di 4 miliardi di kg di gasolio e oltre 2 milioni di tonnellate di combustibili solidi come legna e carbone. Ciò significa tonnellate di sostanze inquinanti che si disperdono nell’aria e bollette salate che incidono pesantemente sul budget familiare. Inoltre, bisogna fare i conti con gli aumenti: quest’anno il gas costerà in media 70 euro in più a famiglia. Non si può fare a meno di rendere caldo l’ambiente in cui si vive, ma si può fare molto per dare un taglio alla bolletta portando benefici all’aria che si respira. Basterebbe adottare semplici accorgimenti per ridurre gli sprechi, o intervenire sulla struttura della casa. La legge stabilisce la temperatura giusta Basta un grado in più per vedere lievitare la bolletta anche del 10%. In realtà, l’uso degli impianti di riscaldamento è sottoposto a limiti precisi stabiliti dal DPR 412/93. Chi non rispetta periodi, ore di utilizzo e temperature rischia una multa fino a 3.000 euro. I gradi in casa non devono superare i 20° con un margine di due gradi di tolleranza. Se il condominio disperde calore Se la dispersione di calore e il risparmio in bolletta sono problemi sentiti dalla maggioranza dei condomini si può sempre pensare di deliberare in assemblea un lavoro impegnativo come costo, ma che alla lunga fa risparmiare molto. Si tratta dell’isolamento dei muri esterni optando per la coibentazione a cappotto, cioè l’applicazione di pannelli di materiale isolante dall’esterno. Tra le pareti potrebbe anche essere lasciata un’intercapedine perché venga inserito del materiale isolante. Adottando una soluzione di questo tipo il risparmio è considerevole: fino al 35%. Naturalmente le condizioni migliorano ulteriormente se si isola anche il tetto. Cambiando gli infissi il risparmio può variare dall’8-10%.

Gli interventi tecnici utili I consumi si possono abbassare ulteriormente se si adottano soluzioni che richiedono un intervento tecnico.

LE VALVOLE TERMOSTATICHE

Non tutte le stanze di casa necessitano della stessa temperatura. Per esempio, la cucina potrebbe essere esposta al sole e l’ambiente risultare già caldo anche per l’uso di forno e fornelli. Al contrario, il bagno richiede invece un maggior tepore. Far funzionare i caloriferi allo stesso modo sarebbe un inutile spreco. Per evitare, allora, questo inconveniente si può ricorrere all’applicazione delle valvole termostatiche, che consentono di rendere indipendenti i singoli termosifoni. In altre parole, grazie a questi dispositivi si può regolare l’afflusso di acqua calda nei radiatori, adeguando il calore alle proprie esigenze. In questo modo si potrà decidere di avere, per esempio, 22° gradi in bagno e 20° gradi in cucina con un risparmio in bolletta anche del 15%. Nelle nuove costruzioni sono obbligatorie. Mentre chi desidera installarle deve richiedere l’intervento di un idraulico e sostenere una spesa che si aggira tra i 50 e 100 euro per calorifero.

LA SOSTITUZIONE DI PORTE E FINESTRE

I vecchi infissi sono sicuramente causa di grande dispersione di calore nella casa. Sostituirli potrebbe portare ad un taglio in bolletta tra l’8 – 10% e un aumento della temperatura in casa. Si può scegliere di cambiare solo i vetri per passare ai doppi o tripli vetri. Oppure, sostituire interamente anche il telaio. In tal caso si può puntare sull’infisso di legno che costa di più, ma mantiene meglio il calore, oppure l’alluminio, una soluzione meno costosa ma anche meno isolante.

ISOLAMENTO FAI-DA-TE

Il Singolo Proprietario può pensare di isolare il suo appartamento senza aspettare gli interventi del condominio. Con una spesa contenuta si possono ottenere risultati soddisfacenti. Ecco alcuni suggerimenti, alcuni dei quali non richiedono l’intervento di un tecnico.

LE PARETI INTERNE

Possono essere rivestite di cartongesso, legno o perlinatura. Esiste anche la possibilità di intonacare i muri di casa con uno strato di intonaco isolante.

SOFFITTO E PAVIMENTO

Il soffitto (se l’altezza lo consente) e il pavimento si possono isolare. Naturalmente, per quest’ultimo è consigliabile far eseguire il lavoro quando è già stato programmato un intervento di sostituzione del vecchio pavimento.

PORTE E FINESTRE

Per ripararsi dall’aria che entra da porte e finestre, oltre alle strisce adesive in gomma o polistirene si possono iniettare nelle fessure delle parti fisse del sigillante al silicone.

LE TAPPARELLE

Spesso l’aria passa dai cassonetti delle tapparelle. Anche in questo caso si possono chiudere gli spifferi con speciali siliconi, bande adesive, stucchi o poliuretano sprai. Un intervento decisamente più risolutivo è inserire nel cassonetto dei pannelli isolanti.

8 consigli pratici anti-spifferi

Togliere l’aria cioè l’operazione di far sfiatare i caloriferi non va effettuata solo all’inizio della stagione invernale, ma ripetuta di tanto in tanto. L’aria all’interno dei radiatori non solo sollecita il lavoro della caldaia, ma ostacola il flusso di acqua calda. Dei vecchi termosifoni potrebbe non esserci la valvola di sfiato: con una piccola spesa si può, però, farla installare da un idraulico. I caloriferi spesso vengono nascosti dietro a tende se non addirittura incassati nei mobili. Un’abitudine che impedisce al calore di diffondersi nella stanza facendo consumare anche il 30% in più di gas. I pannelli isolanti posti tra il calorifero e la parete evita dispersioni di calore e migliora il rendimento termico. Aprire le finestre i locali vanno aerati anche durante la stagione fredda, ma è preferibile farlo nelle ore più calde. Aprire le finestre quando la caldaia è in funzione non solo fa uscire l’aria calda della casa, ma è anche uno spreco di gas. I para spifferi nei negozi di ferramente o nella grande distribuzione si possono trovare delle guarnizioni isolanti che si possono applicare da soli a porte e finestre per eliminare gli spifferi. Si può ricorrere anche ai vecchi salamini para spifferi che si trovano in commercio nelle più svariate fantasie oppure, per chi ha una buona manualità, si possono realizzare da soli utilizzando vecchi stracci. Tapparelle abbassate di sera appena diventa buio, per evitare dispersioni di calore. Caldaia programmata cioè va spenta quando in casa non c’è nessuno e nelle ore notturne. Grazie al timer si può programmare la riaccensione un’ora prima del rientro a casa o prima che suoni la sveglia. Ci sono in commercio dispositivi che consentono una programmazione giornaliera, settimanale e persino mensile. Porte chiuse nelle stanze che si utilizzano meno e, se possibile, chiudere direttamente la valvola dei termosifoni. Ulteriori accorgimenti energetici: Riduci i consumi per il riscaldamento Esegui regolarmente le manutenzioni In casa la temperatura di comfort è di 20°C, non superarla. Non coprire i termosifoni Non tenere il riscaldamento acceso quando in casa non c'è nessuno o se apri le finestre per il ricambio d'aria alla mattina. Se hai le valvole termostatiche sui termosifoni, riduci la temperatura nelle stanze che non utilizzi. Riduci i consumi per l'acqua calda sanitaria La doccia ti consente di consumare meno acqua che il bagno. Mentre ti insaponi, chiudi il rubinetto Se hai uno scaldabagno elettrico accendilo 2 ore prima di utilizzare l'acqua calda e imposta la temperatura non oltre i 50°C. Risparmia per l'illuminazione Non tenere accese le luci nelle stanze in cui non c'è nessuno. Utilizza le lampadine a basso consumo Risparmia il gas quando cucini Copri le pentole con i coperchi mentre sono sui fuochi di cottura. Quando cucini non lasciare i fuochi accesi inutilmente. Risparmia acquistando un elettrodomestico più efficiente. Se devi acquistare un elettrodomestico, prendilo in classe A, A+ o A++, anche se lo paghi un po' di più nel tempo ti permetterà di risparmiare energia elettrica. Frigorifero Non è necessario impostare la temperatura del frigorifero sotto i 4°C, se l'abbassi ulteriormente consumi di più. Aprilo per prendere ciò che ti serve e chiudilo subito. Se lo sbrini regolarmente mantenendo le serpentine pulite riduci i consumi. Lavatrice Cerca di utilizzarla a pieno carico Cerca di non utilizzare lavaggi che prevedono una temperatura superiore a 60°C. Lavastoviglie Cerca di utilizzarla a pieno carico Cerca di utilizzare lavaggi a temperature non elevate, 40°C o 50°C sono sufficienti. Forno Non aprirlo durante la cottura Se ne hai uno a disposizione, il microonde consuma meno energia. Televisori, Video, PC: la lucina rossa dello stand-by non serve, spegni anche quella quando non utilizzi il televisore, il lettore dvd, il videoregistratore o il PC.

 

Deliberazione Giunta regionale 30 novembre 2011 - n. IX/2601: fissati termini per obbligo contabilizzazione Regione Lombardia
 

Con questa delibera la Regione Lombardia rende operative le linea guide contenute in precedenti leggi in relazione agli impianti di riscaldamento. Per quanto concerne la contabilizzazione del calore, si evidenziano i seguenti aspetti:

  • L'obbligo per la termoregolazione e la contabilizzazione del calore scatterà dal 1/8/2012 per potenze installate superiori a 350 kw e impianti anteriori al 1/8/97; proroga fino al 1/8/2013 per potenze superiori a 116,4 kw e impianti anteriori al 1/8/1998.
  • Inserito l'obbligo di contabilizzazione dell'acqua calda sanitaria, laddove prodotta in modo centralizzato.
  • Obbligo di inserimento nel registro regionale CURIT di tutti gli interventi effettuati, a carico degli installatori.

Per i dettagli, si rimanda all'allegato scaricabile. 

 

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Geom. Bellone Rosario  

Sanatoria Edilizia - Sanare gli abusi edilizi come, quando?

Procedura per la richiesta in mantenimento in sanatoria

DEFINIZIONE: Nei casi in cui prima di interventi edilizi non si sia comunicato al Sindaco il loro inizio od ottenuto il permesso di costruire, oppure nel caso in cui esista una difformità tra i progetti depositati in Comune e quanto realizzato (pur non avendo compiuto le opere difformi) è possibile richiedere al Sindaco il “mantenimento in sanatoria delle opere”. Tale procedura amministrativa, di fatto, consente di mantenere quanto realizzato senza preventivo assenso dopo il pagamento di una somma di denaro denominata “oblazione”. Condizione necessaria affinché la procedura sia percorribile è la doppia conformità delle opere realizzate, ovvero le opere devono essere conformi agli strumenti urbanistici (Piano regolatore – PGT) sia all’epoca della realizzazione sia al momento della domanda.

Normativa di riferimento: La sanatoria per le opere edilizie è regolata dai combinati atti normativi e regolamentari indicati nella legge regionale e dal Nuovo Testo Unico dell’Edilizia D.P.R. 6 giugno 2001 n. 380 art. 36 e 37 oltre che dal regolamento edilizio del Comune.

Nel caso di opere esterne, eseguite su immobili ubicati in zona sottoposta a vincolo ambientale, viene applicata una sanzione aggiuntiva. Soggetti aventi titolo per la richiesta in sanatoria: Proprietario, usufruttuario, amministratore di condominio, in caso di comproprietà è sufficiente che la domanda venga redatta da uno solo dei soggetti interessati. Procedura per la richiesta in sanatoria: Qualora il soggetto interessato riscontrasse una situazione corrispondente a quanto indicato nel capitolo “definizioni”, sarà possibile ottenere la sanatoria delle opere attraverso la presentazione di un “progetto in sanatoria” che ha le medesime caratteristiche di un progetto eseguito prima dell’inizio delle opere, ma in aggiunta prevede la verifica della doppia conformità sopra citata. Pertanto sarà necessario un primo incontro con un Tecnico, onde ottenere informazioni in merito alla procedura, i tempi di risposta del Comune, le sanzioni, le eventuali opere da realizzare, le normative, i regolamenti, ecc…

Nel corso del primo incontro si provvederà ad eseguire il rilievo metrico e fotografico dell’immobile, al fine di poter ottenere tramite restituzione grafica lo stato dei luoghi. Definito il progetto, verificato, condiviso ed accettato con il committente, si procederà alla redazione della parte documentale che provvederà: • Relazione tecnica asseverata di conformità delle opere alla normativa vigente, agli strumenti urbanistici approvati a non in contrasto con quelli adottati ed ai regolamenti edilizi vigenti, nonché il rispetto delle norme di sicurezza e di quelle igienico-sanitarie, verifica della “doppia conformità”; • Elaborati grafici delle opere previste in scala opportuna (planimetrie quotate e con calcoli di superfici). Completata la documentazione si terrà un ulteriore incontro al fine di poter firmare i progetti e le domande da presentare presso il Comune.

All’atto del deposito sarà necessario presentare ricevuta di versamento dei diritti di segreteria su apposito conto corrente bancario intestato a: Comune…………settore edilizia privata con causale “mantenimento in sanatoria via……………”, oltre che da marche da bollo per atti amministrativi.

A consegna effettuata il progetto inizia l’iter procedurale composto dai pareri dei vari uffici interessati (in particolar modo l’ufficio di edilizia privata, l’ufficio urbanistico) e qual ora non vi siano impedimenti o particolari difformità il responsabile del procedimento, letti i vari pareri, può richiedere al Sindaco il rilascio del permesso in sanatoria a fronte del pagamento della somma prevista per l’oblazione. La somma da pagare viene comunicata dal Comune al soggetto richiedente e calcolata in base a quanto previsto dal Nuovo Testo Unico dell’ Edilizia D.P.R. 6 giugno 2001 n. 380 art. 36 e 37 e Legge Regionale. Variazione catastale e rilascio del provvedimento in sanatoria: Al termine dell’iter amministrativo a pagamento avvenuto dell’oblazione per il ritiro del provvedimento in sanatoria, è necessario procedere alla variazione catastale che comporterà la modifica della planimetria depositata presso il catasto con la soluzione progettuale realizzata, il tutto mediante applicazione di procedura informatizzata (DOCFA).

Si produrranno le dovute copie da depositare presso l’Agenzia del Territorio, il tutto completo di firme del progetto richiedente e di versamento pari a € 50,00 all’atto della presentazione. Effettuata questa ultima procedura sarà possibile ritirare il provvedimento in sanatoria. A questo punto la documentazione prodotta (in originale) va conservata unitamente ai documenti relativi all’atto di acquisto dell’immobile o contratto di locazione, da esibire e fornire al Notaio, in caso di compravendita successiva, o ad Enti in caso di richiesta.

APPROFONDIMENTO PER SANATORIA EDILIZIA

 

L’Agenzia del territorio, come previsto dal D.L. 266/2006 (articolo 2, commi 36 e seguenti) ha effettuato, in collaborazione con l’Agea, un monitoraggio degli edifici non dichiarati al catasto. Le foto aeree sono state sovrapposte alle mappe catastali e hanno messo in luce poco più di due milioni di porzioni di mappe, su cui si trovano immobili irregolari. La sanatoria edilizia consiste nel rendere un atto illegittimo o un’attività illecita non più contrario alla legge in forza di un provvedimento sanante che nel primo caso rimuove i vizi dell’atto rendendolo valido ed efficace, nel secondo caso elimina il carattere di antigiuridicità dell’attività  rendendola legale.  Le liste delle case ‘fantasma’ sono state pubblicate sulla Gazzetta Ufficiale in tre tornate, tra il primo gennaio 2007 e il 31 dicembre 2009. Entro sette mesi dalla pubblicazione, i proprietari hanno avuto l’opportunità di mettersi in regola. Scaduto il termine, i tecnici del territorio hanno avviato gli accertamenti. Possono procedere i titolari di diritti reali, quindi non solo i proprietari, ma anche i titolari di diritti di uso, usufrutto e abitazione, ad esempio. In pratica, chi ha costruito una veranda, una casa o un garage abusivo, per regolarizzarsi con il fisco dovrebbe mettere i propri dati a disposizione del Comune, che sarebbe tenuto a intervenire con sanzioni tanto più pesanti quanto più è grave l’abuso. Anzitutto, occorre distinguere tra irregolarità formali e abusi sostanziali. Le prime sono rappresentate dagli interventi che, per quanto conformi alle previsioni di legge e dei regolamenti locali, sono stati realizzati in assenza di titolo abitativo. In questo caso è possibile il rilascio della sanatoria prevista in via ordinaria dagli articoli 36 e 37 del Testo unico sull’edilizia (Dpr 380/2001), che in sostanza consente di ottenere «ora per allora» il titolo mancante. Le conseguenze monetarie comunque non sono indolori, essendo previsto il pagamento di una oblazione che va da 516 euro per gli interventi edilizi di minore rilievo (dalla manutenzione straordinaria al risanamento conservativo), fino al pagamento del contributo di costruzione in misura doppia per le opere più rilevanti (ristrutturazione edilizia e nuova costruzione).

In ambito edilizio la sanatoria edilizia presuppone la commissione un’attività materiale illegittima in quanto posta in essere senza le autorizzazioni dell’autorità amministrativa o in difformità rispetto all’autorizzazione rilasciata.

Quando si parla di sanatoria si intende sia l’accertamento di conformità in sanatoria, sia il condono edilizio. Ma tra l’una e l’altra ci sono delle differenze sostanziali.

Infatti, il condono si riferisce ad un provvedimento emanato dall’autorità governativa al fine di dare la possibilità ai cittadini di poter ottenere l’annullamento totale o parziale di una pena o di una sanzione dietro pagamento di una somma di denaro. I cittadini possono decidere liberamente se aderire o meno al provvedimento di condono che tra l’altro deve indicare con precisione quale sono le fattispecie che possono rientrare nel condono. Il condono edilizio è un provvedimento eccezionale che ha una durata limitata nel tempo in quanto si riferisce unicamente ad abusi commessi entro una determinata data al fine di regolarizzare formalmente e sostanzialmente delle opere abusive a prescindere dalla loro conformità alla disciplina urbanistico-edilizia vigente al tempo della costruzione o della presentazione della domanda. 


GLI ABUSI edilizi sostanziali, invece, sono gli interventi realizzati non solo senza titolo, ma anche su aree inedificabili, oppure in eccesso rispetto alla volumetria consentita, o per l’insediamento di destinazioni d’uso non previste dalla disciplina urbanistica o, ancora, in contrasto con le prescrizioni edilizie di legge o regolamentari. Questi abusi non possono essere sanati se non con i provvedimenti di condono edilizio.
SENZA condono invece, le sanzioni per gli abusi pieni vanno alla semplice sanziona amministrativa pecuniaria di 258 Euro (previste per le opere minori soggette a semplice comunicazione per cui non sia stata presentata la stessa comunicazione o la relazione tecnica richiesta dal D.L. 40/2010), al pagamento del doppio dell’aumento del valore venale dell’immobile conseguente alla realizzazione degli interventi abusivi, fino all’ordine di demolizione o di riduzione in pristino per le opere più rilevanti (nuova costruzione e ristrutturazione edilizia). In quest’ultimo caso, inoltre, i responsabili (committente, appaltatore e direttore dei lavori) sono perseguiti penalmente con l’arresto fino a due anni.
Non bisogna poi dimenticare che alle sanzioni edilizie si possono unire quelle, di natura ripristinatoria e di rilievo penale, derivanti dall’applicazione del codice dei beni culturali (D.Lgs. 42/2004), che vieta l’esecuzione di opere sui beni vincolati senza l’autorizzazione dell’autorità preposta alla difesa del bene tutelato (solitamente le soprintendenze, le regioni, o i comuni, ove delegati).
Allo stato attuale appare quindi improbabile che il proprietario di un immobile abusivo scelga di autodenunciarsi per sanare esclusivamente i profili catastali. Dal punto di vista fiscale, volendo regolarizzare un immobile beneficiando delle norme presenti nella bozza del decreto, se venisse confermato lo sconto inizialmente ipotizzato, gli oneri risulterebbero sensibilmente ridotti in quanto i maggiori tributi decorrerebbero solo dal primo gennaio 2009 e le sanzioni verrebbero abbattute ad un terzo. Se lo sconto invece non venisse approvato, la regolarizzazione sarebbe molto più onerosa, dal momento che i maggiori tributi decorrerebbero dal 2006 e le sanzioni e gli interessi verrebbero applicati i misura piena.

L’accertamento di conformità in sanatoria è invece previsto per quelle opere edilizie che siano conformi alla disciplina urbanistico-edilizia, ma che sono state realizzate abusivamente, ossia senza un titolo edilizio oppure in difformità o con variazioni essenziali rispetto al titolo edilizio rilasciato. Dunque, la funzione dell’accertamento di conformità è quella di regolarizzare quelle opere abusive che presentano solo un’irregolarità formale e non anche sostanziale.

La Corte Costituzionale con sentenza n. 416 del 1995 ha affermato la legittimità delle sanatorie edilizie solo nel caso in cui rappresentino una risposta eccezionale volta a soddisfare straordinarie ragioni finanziarie e di recupero della base impositiva.

I soggetti legittimati a richiedere l’accertamento di conformità sono il responsabile dell’abuso e l’attuale proprietario dell’immobile.

Il termine finale per poter presentare l’istanza di sanatoria è diverso a seconda delle opere realizzate:

-    in caso di opere effettuate in assenza di permesso di costruire, in totale difformità o con variazioni essenziali, il termine è di 90 giorni dalla notifica del provvedimento con cui il comune ingiunge la demolizione dell’opera;

-    nel caso di opere di ristrutturazione edilizia eseguita in totale difformità o in assenza del permesso, il termine è indicato nel provvedimento con cui il comune ingiunge la demolizione dell’opera abusiva;

-    nel caso di opere effettuate in parziale difformità dal permesso, il termine è quello indicato con ordinanza del dirigente dell’ufficio.

In ogni caso l’istanza di sanatoria può essere proposta fino all’irrogazione delle sanzioni amministrative.

Presupposto per la sanatoria è che l’opera abusiva sia conforme sia alla disciplina urbanistica ed edilizia vigente al momento dell’esecuzione della costruzione sia a quella vigente al momento della presentazione della domanda. Si parla a tal proposito di doppia conformità. 

A seguito della presentazione dell’istanza il dirigente dell’ufficio competente è tenuto a pronunciarsi nei successivi 60 giorni, decorsi inutilmente i quali, senza alcuna risposta, la richiesta si intende rifiutata.
Perché sia poi rilasciato il provvedimento sanante è necessario che:

-    nel caso di opere soggette a permesso di costruire, sia stato corrisposto il contributo di costruzione in misura doppia a quella dovuta normalmente;

-    nel caso di permesso gratuito, sia stato corrisposto una somma di denaro pari al contributo  normalmente previsto per il rilascio dei permessi a titolo oneroso;

-    nel caso di difformità parziale, sia avvenuto il pagamento di una somma da determinarsi applicando i suesposti criteri alle sole parti difformi.

Per le lottizzazioni abusive non è possibile ottenere la sanatoria. 

 

GEOM. BELLONE R.