DOCUMENTI E PROCEDURA PER PRATICHE DI DENUNCIE DI SUCCESSIONE

DOCUMEMENTI OCCORRENTI

  1. certificato di morte
  2. dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà attestante la situazione di famiglia originaria del de cuius (in carta semplice)
  3. codici fiscali del defunto e degli eredi in fotocopia
  4. residenze del defunto e degli eredi
  5. testamento (se esistente)
  6. atti di acquisto terreni e fabbricati
  7. atti di donazione stipulati in vita dal de cuius e atti di vendita stipulati negli ultimi sei mesi di vita
  8. successioni precedenti
  9. certificati o visure catastali (se in possesso)
  10. documentazione riguardante eventuali variazioni dei fabbricati (condono–ampliamento–planimetrie–frazionamenti - mod. 44–mod. D–mod. 3/SPC)
  11. per i terreni: certificato di destinazione urbanistica da richiedere all’ufficio tecnico del comune di appartenenza
  12. per conti correnti bancari o postali: dichiarazione della banca o della posta del saldo e interessi alla data del decesso
  13. per azioni o titoli: certificazione della banca
  14. dichiarazione di altre somme maturate e non riscosse
  15. fattura spese funebri
  16. spese mediche sostenute negli ultimi sei mesi di vita
  17. mutui ipotecari: certificato bancario relativo al debito alla data del decesso e contratto stipula

 

Documentazione da produrre allo studio in via esemplificativa:

Se il defunto non ha predisposto un testamento gli eredi, i legatari, i tutori o i curatori dell'eredità, gli esecutori testamentari o le persone che per effetto della dichiarazione di morte presunta dell'erede sono immessi nel possesso dei beni sono tenuti a presentare la dichiarazione di successione entro dodici mesi dalla data del decesso all'ufficio del Registro competente in base all'ultima residenza del deceduto.

Per le dichiarazioni di successione è necessario produrre allo studio la seguente documentazione:

Certificato di morte.

Per le successioni legittime:
Dichiarazione sostitutiva di atto notorio (in carta libera ad uso successione) che indica chi sono i parenti prossimi del defunto, in quanto tali chiamati all’eredità.

Per le successioni testamentarie:
Verbale di pubblicazione del testamento.
Eventuale rinunzia ad eredità da parte di alcuno dei chiamati.
Fotocopia dei documenti d’identità e dei codici fiscali del defunto e degli eredi.
Estratti per riassunto degli atti di matrimonio, rilasciati dal Comune nel quale è stato contratto il matrimonio del defunto.
Eventuali atti di donazione effettuati dal defunto a favore dei beneficiari.
Precisazioni in relazione all'eventuale sussistenza, in capo anche ad uno solo dei beneficiari, dei requisiti per le agevolazioni della prima casa.

Per tutti gli immobili (sia terreni che fabbricati):
Copia del titolo di provenienza (copia dell'atto notarile di acquisto o denuncia di successione), nonche’ eventuale documentazione catastale in possesso della parte.

Per i terreni:
Certificato di destinazione urbanistica (in carta libera), rilasciato dal Comune ove si trovano i terreni stessi.

Per le aziende e partecipazioni sociali:
Atti di acquisto , visura camerale e valori (al netto dell'avviamento).

Per azioni, obbligazioni e altri titoli:
Relative certificazioni.
 

La successione si apre al momento della morte nel luogo dell’ultimo domicilio del defunto.

L’erede subentra in tutte le situazioni giuridiche relative al de cuius, sia per le attività, che per le passività.

L’eredità si devolve per legge o per testamento;

In assenza di testamento, l’eredità è distribuita secondo il principio delle successioni legittime.

Se il singolo non ha disposto in tutto o in parte dei suoi beni, interviene la legge ad indicare come essi devono essere assegnati e distribuiti e si applica la c.d. successione legittima.

Si apre anche quando il defunto ha disposto solo per una parte del suo patrimonio.

In mancanza di eredi l’eredità è devoluta allo Stato il quale non risponde dei debiti ereditari e dei legati oltre il valore dei beni acquistati.

Le categorie di successibili ovvero i soggetti appartenenti alla famiglia del de cuius che la legge istituisce quali suoi eredi in mancanza di testamento sono:

  • il coniuge,
  • i figli, tenendo conto che a quelli legittimi sono equiparati quelli naturali, legittimati e adottivi,
  • gli ascendenti legittimi, (padre, madre, nonno, nonna),
  • collaterali,
  • gli altri parenti entro il sesto grado,
  • lo Stato.

 

I diritti successori dei figli.

I figli legittimi, nati in costanza di matrimonio, sono equiparati ai figli naturali, purché riconosciuti volontariamente dai genitori. Essi succedono per legge al padre e alla madre in parti uguali.

Lo status di figlio legittimo è acquistato direttamente anche dal figlio adottato in forza della c. d. adozione legittimante: egli, dunque, non è semplicemente equiparato ad un figlio legittimo, ma risulta tale a tutti gli effetti.

La successione del coniuge.

Il coniuge concorre a pieno diritto nell’eredità. Al coniuge è devoluta l'intera eredità solo in mancanza di figli, ascendenti, fratelli e sorelle; in caso contrario, concorre con gli altri eredi legittimi secondo quote stabilite dalla legge.

Il coniuge separato senza addebito gode dei medesimi diritti del coniuge non separato.

Al coniuge del de cuius viene attribuito il diritto di abitazione della casa familiare e di uso dei mobili che la arredano vita natural durante, in forza di legati, ossia di successione a titolo particolare.

In mancanza di figli, al coniuge si devolve l’intera eredità

In caso di un figlio il patrimonio andrà attribuito:
- al 50% al figlio
- al 50% al coniuge

In caso di più figli:
- 1/3 al coniuge
- il resto distribuito tra i figli

 

Se all’apertura della successione vi sono dei legittimari, il patrimonio ereditario si distingue in due parti:

disponibile: parte patrimonio della quale il testatore era libero di disporre attribuendola a chiunque avesse voluto

legittima: parte del patrimonio della quale non poteva disporre perché spettante per legge ai legittimari

Tutti coloro che non sono dichiarati incapaci dalla legge hanno la capacità di testare.

Sono incapaci di disporre per testamento.

 

Esistono diverse forme di testamento:

- testamento pubblico
- testamento segreto

OLOGRAFO

E’ una scrittura privata, non è sufficiente che sia sottoscritto dal suo autore ma deve essere interamente scritto, datato e sottoscritto dal testatore.
Può essere depositato presso un notaio che redigerà un verbale alla presenza di due testimoni.

PUBBLICO

E’ ricevuto da un notaio alla presenza di testimoni, offre maggiori garanzie del testamento olografo sia in ordine alla sua conservazione e integrità sia per quanto riguarda l’accertamento della volontà del testatore.

SEGRETO

E’ un atto pubblico complesso che si compone di una scheda contenente le dichiarazioni del testatore e di un atto di ricevimento della scheda stessa da parte del notaio.

Presenta il vantaggio proprio dell’olografo (segretezza del contenuto) oltre a tutte le garanzie di custodia, integrità ed autenticità

La scheda può anche non essere autografa ma deve essere sottoscritta dal testatore.
La data del testamento è quella dell’atto di ricevimento

TESTAMENTI SPECIALI

In particolari circostanze non è possibile osservare le forme minuziose del testamento ordinario e non è agevole ricorrere al notaio (malattie contagiose, calamità, infortuni, a bordo di navi o di aeromobili).

Questi testamenti presentano la caratteristica di perdere la loro efficacia tre mesi dopo la cessazione della causa che ha impedito al testatore di avvalersi delle forme ordinarie.

Invalidità del testamento

Il legislatore stabilisce l’invalidità del testamento in alcuni casi:

• quando non vi è certezza della provenienza del testamento dalla persona a cui si vuole attribuire (difetto di autografia o sottoscrizione)

Revoca del testamento

Il testamento è revocabile fino all’ultimo momento di vita del testatore.

La revoca può essere:

Espressa: solo con un atto che abbia gli stessi requisiti formali richiesti per il testamento

Tacita: con un testamento posteriore che comporta la revoca di tutte le disposizioni incompatibili con le nuove volontà, oppure con la distruzione, lacerazione, cancellazione del testamento precedente

Pubblicazione del testamento

Il testamento è valido fin dal momento in cui è posto in essere.

Dopo la morte del testatore deve essere conosciuto e il suo contenuto divulgato.

Il testamento olografo e segreto devono essere pubblicati mentre quello pubblico deve essere, dal notaio che lo ha ricevuto, semplicemente comunicato agli eredi

L’APERTURA DELLA SUCCESSIONE


Capacità di succedere

Il Codice Civile ritiene capaci di succedere tutti coloro che sono nati o concepiti al tempo dell’apertura della successione.

Si presume concepito chi è nato entro 300 gg. dalla morte della persona che ha lasciato l’eredità.

Possono succedere nel testamento anche le persone giuridiche e gli enti non riconosciuti

Rinuncia all’eredità

ART. 520 C.C.la rinuncia all’eredità deve essere totale, non può essere condizionata né a termine né parziale...

Deve risultare da atto formale e a norma dellART. 519 C.C. deve effettuarsi o con una dichiarazione ricevuta da un notaio o effettuata avanti il cancelliere del tribunale.

Con la rinuncia di un erede, la parte che sarebbe a lui spettata viene attribuita in accrescimento agli altri coeredi a meno che non vi sia il subentro di un discendente legittimo.

Il rinunciante è considerato come se non fosse mai stato chiamato all’eredità.

La rinuncia è un atto revocabile semprechè non sia trascorso il termine per la prescrizione della facoltà di accettare l’eredità.

Per la successione testamentaria prevista ad un solo erede, in ipotesi di rinuncia, la quota viene attribuita ai coeredi.

Per i beni immobili  o  diritti  reali  immobiliari  compresi nell'attivo  ereditario  i  beneficiari  devono  corrispondere  le  imposte ipotecarie e catastali  rispettivamente  nella  misura  del  2%  e  dell'1%.

L'importo minimo da versare è comunque di Euro 168,00 per ogni tributo.

La dichiarazione di successione deve essere presentata, entro un anno dall’apertura della successione, solo nel caso in cui nell'eredità siano inclusi beni immobili siti nel territorio italiano.

Gli  eredi  e  i  legatari  che presentano la dichiarazione di  successione, sono esonerati dall'obbligo della dichiarazione ICI. Spetta, agli Uffici delle  Entrate, competenti a ricevere la dichiarazione di successione, trasmetterne copia a ciascun Comune ove sono ubicati gli immobili.

Agevolazione "Prima casa"

L'agevolazione 'prima casa’ consiste nell'applicazione delle imposte ipotecaria e catastale in misura fissa paria Euro 168,00 (invece del  2%  e  1%). 

Tale agevolazione spetta qualora in capo al beneficiario, ovvero, nel caso di immobili trasferiti  a più beneficiari, in capo ad almeno ad  uno  di  essi,  sussistano  tutti  i requisiti e le condizioni necessari per  acquistare  a  titolo  oneroso  la prima abitazione con le agevolazioni 'prima casa'.

 

 

IMPOSTA IPOTECARIA = 2% DEL VALORE DEGLI IMMOBILI OGGETTO DI SUCCESSIONE CON UN MININO DI 168,00
 SE L’EREDE PUO’ UFUFRUIRE DEI BENEFICI “PRIMA CASA”168,00
IMPOSTA CATASTALE = 1% DEL VALORE DEGLI IMMOBILI OGGETTO DI SUCCESSIONE CON UN MINIMO DI € 168,00
SE L’EREDE PUO’ USUFRUIRE DEI BENEFICI “PRIMA CASA = € 168,00
IMPOSTA DI BOLLO = 58,48 PER OGNI CONSERVATORIA
TASSA IPOTECARIA = 35,00 PER OGNI CONSERVATORIA
TRIBUTI SPECIALI = VARIANO SECONDO L’UFFICIO 

 

LA DICHIARAZIONE DI SUCCESSIONE

Alla dichiarazione si allegano, in carta semplice:

  • Visure catastali
  • Certificato di morte o autocertificazione
  • Eventuale dichiarazione sostitutiva per la richiesta di agevolazione prima casa.
  • Certificato di destinazione urbanistica (per i terreni)
  • prospetto della liquidazione delle imposte
  • nel caso di rinuncia all'eredità copia autentica del verbale
  •  nel caso di successione testata copia originale o autenticata del testamento.

 

Inoltre, occorre allegare, il modello F23 relativo al pagamento in autoliquidazione delle imposte ipotecarie e catastali.   

La dichiarazione di successione va presentata sul modello 4 reperibile presso ogni ufficio locale dell'Agenzia e può essere sottoscritta anche soltanto da uno degli eredi.

- prima di presentare la dichiarazione di successione, si devono autoliquidare e pagare con il modello F23:

  1. l'imposta ipotecaria;
  2. l'imposta catastale;
  3. l'imposta di bollo;
  4. la tassa ipotecaria;
  5.  i tributi speciali;

- entro 30 gg. dalla presentazione della dichiarazione, è necessario presentare la richiesta di voltura degli immobili presso il catasto.

 

PAGAMENTO DELLE IMPOSTE

L’imposta dovuta dagli eredi,  legatari, donatari va ripartita fra loro in proporzione al valore delle rispettive quote o legati.

Gli eredi sono obbligati in solido al pagamento dell’imposta complessiva dovuta da loro e dai legatari.

Utilizzare il prospetto di liquidazione per il calcolo, e il MOD. F23 per il pagamento delle imposte.

LA RIFORMA SULLE SUCCESSIONI
(ART. 2, DECRETO LEGGE 262/2006)

Con il decreto legge 262/2006 e la legge finanziaria 2007 (L. 296/2006) torna a pieno regime l’imposta di successione.

Art. 2, c.47 , D.L. 262/2006 dispone “ è istituita l’imposta sulle successioni e donazioni sui trasferimenti di beni e diritti per causa di morte, per donazione a titolo gratuito..”.  L’imposta sulle successioni e donazioni viene reintrodotta a far data dal 3 ottobre 2006.

Si applicano le norme del D. Lgs. n.346/1990 nel testo in vigore alla data del 24 ottobre 2001 (giorno antecedente la soppressione dell’imposta ).

L’imposta non è più progressiva ma diventa proporzionale e colpisce le singole quote.

Vengono introdotte franchigie e agevolazioni consistenti per talune categorie:

* franchigia di € 1.000.000,00  per le devoluzioni di beni e diritti al coniuge e ai parenti in linea retta;

* franchigia di € 1.500.000,00 per portatori di handicap grave ;

* franchigia di € 100.00,00 per fratelli e sorelle;

* esenzione per trasferimento di aziende e quote sociali  devolute a discendenti, 

  • Il singolo può disporre dei suoi beni per il periodo successivo alla morte, nel modo che ritiene più opportuno, purchè non leda i diritti che la legge assicura ai congiunti più stretti tassativamente indicati dalla legge stessa.
  • Quando vi sono determinate categorie di successibili una parte dei beni del de cuius deve essere attribuita a loro.
  • La quota che la legge riserva a costoro si chiama “quota di legittima”, i successibili che vi hanno diritto sono designati con il nome di “legittimari” e non devono essere confusi con i successori legittimi cioè con coloro ai quali l’eredità è devoluta per legge.
  • coniuge
  • figli legittimi, legittimati, adottivi
  • figli naturali
  • ascendenti legittimi
    • i minorenni
    • gli interdetti per infermità di mente
    • gli incapaci naturali

     

    Voci:

    • il testamento olografo
    • il testamento per atto di notaio, distinguibile in:
    1. dichiarazione di volontà del testatore resa oralmente al notaio alla presenza irrinunciabile dei testimoni
    2. redazione in iscritto della volontà del testatore a cura del notaio
    3. lettura dell’atto al testatore alla presenza dei testimoni
    4. indicazione del luogo, data, ora della sottoscrizione
    5. sottoscrizione del testatore, dei testimoni e del notaio
    • quando ci sono altri difetti di forma (art. 606, 2 comma, C.C.)

     

    Ricapitolando:

    • Visure catastali
    • Certificato di morte o autocertificazione
    • Eventuale dichiarazione sostitutiva per la richiesta di agevolazione prima casa.
    • Certificato di destinazione urbanistica (per i terreni)
    • Prospetto della liquidazione delle imposte
    • Nel caso di rinuncia all'eredità copia autentica del verbale
    • Nel caso di successione testata copia originale o autenticata del testamento.

    Cosa pagare?

    1. l'imposta ipotecaria;
    2. l'imposta catastale;
    3. l'imposta di bollo;
    4. la tassa ipotecaria;
    5.  i tributi speciali.

NUOVE REGOLE: LA MEDIAZIONE OBBLIGATORIA

 

Per Controversie .
La Mediazione e Conciliazione.
Prevenzione Cause Giudiziarie
 

Chi vuole fare valere le Sue ragioni prima di andare dal Giudice deve obbligaroriamente e preventivamente esperire  una  “mediazione” per tentare una  “conciliazione” ! Cosa è?  Quanto costa la mediazione?  Quali vantaggi ha?  

La materia “Mediazione–Conciliazione” se portata avanti con l'aiuto di  esperti professionisti  può fare risparmiare consistenti spese legali e giudiziarie. La Mediazione Conciliazione  trova ampia applicazione nei conflitti relativi ad immobili (in materia di condominio, di compravendita, di mediazione, di  usufrutto, di donazione, di divisione anche ereditaria, di successioni ereditarie, di patti di famiglia, di locazione, di comodato, di affitto di aziende etc.) 

GENESI: Inquadramento normativo 

Il decreto legislativo n. 28 del 04/03/2010 ha previsto  l’istituzione degli Organismi di Mediazioni (OdM ) in cui opera il “mediatore-conciliatore ” allo scopo di alleggerire i Tribunali dai carichi ed arretrati.

La Mediazione-Conciliazione rappresenta un tentativo obbligatorio finalizzato a  trovare un accordo fra due o più litiganti al fine di  evitare e prevenire  una  causa civile. Dal 20 marzo 2012  è obbligatoria per le materie sopra indicate   (per le materie non indicate è facoltativa ); ha una durata massima di 4 mesi:  ha natura compositiva se termina con un accordo raggiunto autonomamente dalle  parti o su proposta del mediatore; al contrario il tentativo potrebbe non dare frutti  e confluire in un verbale che dia conto del risultato negativo. 

Esemplificando , ROSSI,  prima di  iniziare  una causa ritenendosi danneggiato da BIANCHI deve verificare con la controparte, (e con l’aiuto del conciliatore)  se c’è  la possibilità di un accordo; se l’accordo non si trova, pazienza, ROSSI  potrà attivare  la causa che aveva premeditato senza che il tempo dedicato alla mediazione incida sui termini di prescrizione.

La somma pagata, se la controversia conciliata positivamente verte su un valore inferiore a 50.000 euro verrà praticamente recuperata integralmente in sede di dichiarazione dei redditi deducendola  dalle imposte da pagare.   

All'atto della presentazione della domanda di conciliazione si dovranno depositare i documenti a sostegno delle proprie  ragioni tal che il Mediatore-Conciliatore  possa studiare il fascicolo. L’OdM provvederà a convocare le parti e/o il consulente  e fissare  il luogo e la data dell’incontro per esperire il tentativo bonario.

Nel luogo stabilito per la mediazione le parti troveranno un mediatore-conciliatore che informerà gli utenti sul significato della Mediazione, sui benefici, su come si svolgerà  la procedura, sulla possibilità di abbandonare la seduta in ogni momento, etc,. Pazientemente sentirà le parti congiuntamente e/o separatamente alla ricerca dei punti di contrasto e di quelli di contatto cercando pazientemente di avvicinare i primi ai  secondi. Se le parti si trovassero in difficoltà il conciliatore potrà  formulare una sua proposta che le parti potranno accettare o meno. Insomma la massima libertà di dire, di contraddire, di proporre o interrompere.

Il tutto si concluderà con un verbale positivo (cui bisognerà dare esecuzione) o negativo nel qual caso ogni parte potrà iniziare la causa in Tribunale.

La prassi dimostra che spesso le parti, ben rappresentate, entrano scettiche ed escono soddisfatte: eventuali scuse, leali ammissioni, disponibilità a continuare i rapporti economici sospesi, la possibilità di recuperare le perdite con nuovi affari da gestire insieme, scambio di concessioni e di agevolazioni esterne al caso, compensazioni economiche anche indirette, e altre soluzione “a fantasia“ possono convincere a rivedere atteggiamenti aggressivi ed ostili. Mentre nel giudizio ordinario l'oggetto dello  scontro è quello ed una parte cercherà di primeggiare sull'altra , nella conciliazione si privilegia un accordo finale reciprocamente soddisfacente anche tramite concessioni che nulla hanno a che fare con l'oggetto del contendere.  

In ogni caso  se una parte non trovasse soddisfazione  potrà in ogni momento  interrompe ed abbandonare la mediazione conscio che il tempo dedicato al tentativo di conciliazione non viene conteggiato  ai fini prescrizionali ( per schematizzare, è come se  durante la Mc si fermassero le lancette degli orologi)

L’Alto valore aggiunto della conciliazione sta nella soddisfazione che le parti ricevono dall’ascolto, dalla possibilità di spiegare dettagliatamente le proprie ragioni all’altro, ed in particolare dalla segretezza.

Tutto quello che le parti congiuntamente si diranno o separatamente confideranno al Conciliatore non uscirà dalla Camera di Conciliazione né potrà essere mai utilizzato come prova a danno o svantaggio della controparte. Il Conciliatore è fra l’altro espressamente tenuto al segreto professionale e se derogasse  nulla varrebbe quanto da lui rivelato salvo risultare  passibile di sanzioni pesanti anche  penali  per violazione del segreto medesimo.

Le spese (queste spese sono deducibili dall 'imposta in sede di dichiarazione dei redditi, cosa che rende nella stragrande maggioranza dei casi, ossia fino a 50.000 euro, praticamente gratuita  la mediazione)

Le parti devono anticipare ad inizio del procedimento euro 40 (spese di segreteria che vanno perse) ; dovranno poi pagare le spese di mediazione all’ OdM  liberamente scelto preferito  orientativamente secondo la tabella qui sotto riportata. Queste sono totalmente o  parzialmente recuperabili in sede di dichiarazione dei redditi. 

 Valore minimo della lite Valore massimo            Compenso per ciascuna parte

            0                               a       1.000                                  65

 da 1.001                               a       5.000                                130

 da 5.001                               a     10.000                                 240

 da 10.001                             a     25.000                                 360

 da 25.001                             a     50.000                                 600  

 da 50.001                             a    250.000                              1.000

 da 250.001                           a    500.000                              2.000

 da 500.001                           a 2.500.000                               3.800

 da 2.500.001                        a 5.000.000                               5.200

 oltre 5.000.000                     a senza limiti                             9.200

 

Mediazione: agevolazioni fiscali.

Le agevolazioni fiscali spettano sia  a persone fisiche che alle società visto che l’art. 2 del D.lgs 28/2010 cosi’ riporta ”Chiunque può accedere alla mediazione per la conciliazione di una controversia civile e commerciale vertente su diritti disponibili, secondo le disposizioni del presente decreto.”

Il decreto prevede 3  tipi di agevolazioni:

1--una esenzione completa di tutti gli atti del procedimento dall'imposta di bollo;

2--una esenzione (fino a 50.000 di valore) del verbale di conciliazione dall'imposta di registro;

3--il riconoscimento di un credito di imposta sulle indennità pagate all'Organismo di Conciliazione.

Le prime due agevolazioni sono regolamentate dall'articolo 17 del D.lgs. 28/2010, mentre l'ultima è dettata dal testo dell'articolo 20.

Il punto 1) e 2) si commentano da soli mentre merita un approfondimento il punto 3) che tratta di “credito di imposta” sancendo in fatto che tutto od in o parte di quanto pagato all’OdM è deducibile dall’imposta ( si badi bene dall’imposta e non dall’imponibile) il che sta a significare che “se per una controversia  di 25.000,00 euro  (risolta positivamente) ho pagato  euro 360,00  potrò dedurli dalle imposte in  sede di dichiarazione dei redditi tal che se a giugno dovessi pagare al fisco euro 1.500,00,  invece ne paghero’  euro 1.140,00   (euro 1.500-360).

IL CREDITO DI IMPOSTA

Del credito di imposta tratta l’articolo 20, primo comma che và cosi’ letto :” alle parti che corrispondono l'indennità agli Organismi di Mediazione è riconosciuto, in caso di successo della mediazione, un credito d'imposta commisurato all'indennità stessa, fino a concorrenza di euro 500,00,  In caso di insuccesso della mediazione, il credito d'imposta è ridotto della metà".(euro 250) .  Il limite di euro 500,00 o 250,00 è da intendersi riferito a ciascun procedimento, di conseguenza in caso di più mediazioni è possibile usufruire di un credito di imposta complessivo superiore alle soglie citate. 

UN REGALO COSTOSO...LA DONAZIONE

 

CON LA DONAZIONE SI POSSONO TRASFERIRE BENI E DIRITTI, MA E' CONVENIENTE FARLO CON IL TESTAMENTO.

Se di preziosi regali possiamo parlare, allora la lista va dagli immobili ai terreni, crediti, denaro, aziende, azioni. Non sono esenti nemmeno i veicoli: vengono ceduti a titolo gratuito automobili, moto e anche barche.

 

DI COSA SI TRATTA?

Cos'è esattamente la donazione e che cosa comporta? E' un vero e proprio contratto (accordo fra du e o piu parti...art. 1321 c.c.), con il quale un soggetto (che tecnicamente viene chiamato donante) arricchisce un altro (donatario) a titolo gratuito, cioè senza chiedere niente in cambio: in pratica , è l'atto con cui si regala un bene oppure si stabilisce una prestazione (ad esempio la corresponsione di un vitalizio) o ancora si costituisce un nuovo diritto su un bene (per esempio, l'usufrutto, l'abitazione oppure la servitù) o si libera da un obbligo (come la rinuncia a un credito).

La donazione è un atto formale, pubblico, che va formalizzato davanti ad un notaio alla presenza di due testimoni.

 

A DIFFERENZA DEL TESTAMENTO, LA DONAZIONE (SALVO ECCEZIONI) NON CONSENTE DI CAMBIARE IDEA.

 

Nel rispetto della legittima: con la donazione non si possono aggirare le norme che regolano l'istituto della successione. In pratica, la Legge tutela i familiari stretti, prevedendo che a loro spettino quote di patrimonio prestabilite.

Mentre nella donazione è necessario l'intervento del Notaio, con relativi costi, se si redige un testamento di proprio pugno cioè olografo non è necessario rivolgersi ad uno studio notarile. Inoltre la donazione, essendo un contratto, non consente di cambiare idea e di tornare sui propri passi, mentre il testamento può essere modificato o riscritto in qualunque momento.

Si può richiedere la revoca della donazione, rivolgendosi al giudice, solamente in due casi: per ingratitudine (quando il beneficiario commetta reati gravi nei confronti del donante oppure dei suoi congiunti) o per l'arrivo di figli. La donazione è impugnabile per dieci anni dopo la morte del donante o dopo ventanni dalla data dell'atto, nel caso in cui leda la quota di legittima degli eredi. Se si tratta di un bene immobile, questo implica una difficoltà oggettiva qualora vogliate venderlo o sottoporlo a ipoteca.

EREDI

Quota che per legge spetta agli eredi e non può essere oggetto di donazione

Coniuge:

coniuge da solo - 1/2 del patrimonio

coniuge con un figlio - 1/3 del patrimonio al coniuge e 1/3 al figlio

coniuge con più figli - 1/2 del patrimonio ai figli e 1/4 al coniuge

Solo figli (legittimi o naturali):

un figlio - 1/2 del patrimonio al figlio

più figli - 2/3 del patrimonio ai figli

Genitori:

genitore e coniuge - 1/2 del patrimonio al coniuge e 1/4 ai genitori

solo genitori - 1/3 del patrimonio ai genitori

 

Geom. Bellone Rosario